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Chiariamo il significato delle sigle nelle offerte per i banner pubblicitari.

Quando il nostro sito inizia ad essere ben indicizzato, iniziano anche ad arrivare molti contatti per cominciare a “monetizzare”.

Cerchiamo di far chiarezza tra le varie collaborazioni che ci propongono, soprattutto perchè c’è la tendenza a parlare per… SIGLE! 🙂

 

  • CPI (Cost Per Impression): si viene pagati ad ogni “impression”, ovvero tutte le volte che il post, o il banner, verrà visualizzato. Molto favorevole, ma oramai poco comune come proposta.
     
  • CPM (Cost Per Mille), anche detto Cost Per Thousand (CPT), ovvero tutte le volte che il post, o il banner, verrà visualizzato, ma diviso per mille.
     
  • CPV (Cost Per Visitor) si riconosco i visitatori unici e tendenzialmente sono riconoscibili e segmentati, anche in base al comportmaneto (behavioural).
     
  • CPV (Cost Per View) si viene retribuiti per unique user che visualizza il costo per visualizzazione della pubblicità o del sito (di solito si usa con pop-ups, pop-unders e interstitial ads).
     
  • CPC (Cost Per Click), anche detto Pay per click (PPC): si riesce a determinare esattamente su quale adv sia stato cliccato e su quale non lo sia stato permettendo di affinare tattiche, comparando diverse campagne, per migliorare le performance.
     
  • CPL (Cost Per Lead) particolarmente utilizzato in settori dove la vendita on line non è possibile, come l’assicurativo per ottenere preventivi o l’automobilistico per le prove auto, verrete retribuiti solo in caso di completamnento di una form o alla sottosrcizione di una newsletter.

     
  • CPA (Cost Per Action) ovvero Cost Per Acquisition: verrrete retribuiti  al completamento di un’azione, più tipicamente l’acquisto, tipico dell’affiliate marketing (e-bay, amazon, ecc) permette di agli e-Commerce di riuscire ad operare condividendo con siti ad alto traffico ma senza possibilità di monetizzazione diretta di condividere il rischio d’impresa guadagnando proporzionalmente alla quantità di business generato. Vengono in genere riconosciute commissioni percentuali (raramente anche fisse) in base al valore del bene venduto.
     
  • CPO (Cost Per Order) è molto simile al CPA e presuppone il completamento di un ordine transato (quindi un CPA al netto di tentate truffe ed ordini nulli).
     
  • CPE (Cost Per Engagement) che si sta ora evolvendo in Cost Per Friendship (CPF) prevede di ottenere una sottoscrizione in ambiente terzo come il “like” sulla propria pagina aziendale di FaceBook o diventare amico su MySpace. Preve anche lutilizzo di azioni indirette meno tipiche per il Direct Marketing più prossime al Buzz Marketing.
     

Per altre info, potete consultare l’articolo http://www.gasparotto.biz/2011/05/nel-digital-il-modo-di-acquistare-media-cpc-cpm-cpa-cpl-trasforma-il-media-stesso/

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